IL MODELLO PER AULE LABORATORIO DISCIPLINARI

 

 

La scuola secondaria di primo grado aderisce ad Avanguardie Educative (INDIRE) ed è organizzata per aule laboratorio disciplinari. L'organizzazione tradizionale, secondo cui ad ogni classe è attribuito uno spazio indifferenziato in cui gli studenti vivono la maggior parte del tempo scuola, viene scompaginata per lasciare il posto ad ambienti progettati e allestiti con un setting specifico e funzionale a ciascuna materia. Il docente può personalizzare lo spazio di lavoro adeguandolo a una didattica attiva di tipo laboratoriale, predisponendo arredi, materiali, libri, strumentazioni, devicesoftware, etc. L’ambiente viene organizzato per favorire attività e apprendimenti di tipo collaborativo e cooperativo ed essere riconfigurato in modalità diverse per adattarsi al tipo di attività che si sta svolgendo: spiegazione frontale, attività in piccolo gruppo, esercitazioni, dibattito/confronto collettivo, etc. 

Ogni ambiente presenta un setting diverso: la tradizionale disposizione dei banchi è sostituita da isole comuni di lavoro, tavoli collaborativi e nuovi arredi innovativi; la cattedra è eliminata a favore di postazioni più snelle, mobili e decentrate. L’aula di musica presenta zone dedicate ai diversi strumenti e sedie con leggii disposti “ad orchestra”; quella di arte è attrezzata con grandi tavoli e spazi accessori “ad officina” per le diverse lavorazioni; quella di tecnologia presenta setting collaborativi per il digitale ed aree specializzate per la robotica, la progettazione. la stampa 3D e il lavoro manuale. 

Le tradizionali aule diventano così veri "ambienti di apprendimento" contestualizzati, flessibili, funzionali e in grado di immergere gli alunni nella specificità di ciascuna disciplina per supportare metodologie didattiche che mirano a spostare il focus della attività dalla trasmissione dei saperi ad un processo di apprendimento/insegnamento sempre più centrato sullo sviluppo delle competenze, sulla risoluzione dei problemi e sulla centralità dello studente.

In questo processo riveste un ruolo centrale l'integrazione nella didattica delle tecnologie digitali: la scuola viene concepita come luogo di incontro per imparare a lavorare in gruppo, partecipare ad attività pratiche e laboratoriali, confrontarsi, apprendere e sviluppare competenze autentiche e reali. Gli ambienti sono tutti dotati di connessione con fibra, LIM o monitor interattivo e notebook e sono organizzati per dipartimenti: due dipartimenti umanistici, uno per le lingue straniere, un grande dipartimento tecnologico con le aule di matematica, scienze e tecnologia e un laboratorio scientifico e pratico. Il dipartimento espressivo è invece costituito da una grande sala per la musica, la palestra, il laboratorio di artistica con la piccola officina e l’aula Eco, un ambiente innovativo che ospita la biblioteca e molte altre attività. L’accorpamento delle aule per dipartimenti favorisce il superamento dei confini tra i saperi, fondendoli in aree più ampie e stimolando lo scambio, l’interazione e una progettualità più condivisa.

La specializzazione del setting d’aula comporta un capovolgimento della prospettiva tradizionale: il docente resta in aula mentre gli studenti si muovono tra un’aula e l’altra, a seconda della disciplina. Il movimento tra una lezione e l’altra non è tempo perso: le ricerche sul campo hanno dimostrato come agisca stimolando il benessere e l’attivazione dei ragazzi e garantendo un breve momento di relax che si trasforma in maggiori capacità di attenzione e partecipazione alle attività scolastiche. Il tempo “perso” per gli spostamenti non è inoltre significativamente superiore a quello che impiegavano i docenti per raggiungere la classe successiva nell’organizzazione tradizionale.

 

 

Ripensare gli spazi scolastici significa anche superare la contrapposizione tra le aule (i luoghi della didattica) e gli atri e i corridoi (spazi connettivi di passaggio e attività informali) per realizzare una nuova “geografia dell’apprendimento” che consideri l’edificio scolastico nella sua globalità. Articolare e strutturare lo spazio porta a scoprire le potenzialità e il valore educativo degli ambienti, che possono stimolare nuove pratiche didattiche fuori dall’aula (il paesaggio di apprendimento di Scuola Senza Zaino).

Per orientarsi e rendere visibile la nuova strutturazione, un sistema di way finding basato su icone e colori accoglie il visitatore già all’ingresso per guidarlo nella scuola. Non si tratta di una semplice segnaletica per l’orientamento, quanto di un elemento che è parte integrante dell’organizzazione perché stimola i ragazzi ad elaborare una propria geografia mentale fondata sulla mappa delle discipline e sulle relazioni tra i saperi.

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